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martedì 20 novembre 2012

draghi di città


mamimonsta
interno antimeridiano infrasettimanale, msH da tempo si è arresa al compromesso di somministrare un paio di diseducativi e violenti cartoni al risveglio a zeM in cambio di una relativa tranquillità e ricontattare con civile garbo il resto del mondo dopo aver preso a schiaffi la sveglia.
con un occhio chiuso, la parrucca storta e tre telecomandi in mano, invece, msH si trova a discutere col lettore reticente che non ne vuol sapere di sputare un dvd, inibendo il decoder e censurando la tv.
feroce astinenza da caffeina e senso di inadeguatezza tecnologica femminile.
coinquilino quattrenne osserva e dirige i lavori avvinghiato al mio polpaccio flanellato a quadretti.

zM: mamy, devi switch on here.
mH: mmh...
zM: mamy ho detto che devi swichare here, ehyes. guarda, è wred.
mH: eh?
zM: here!
mH: sugar, this flaming thing is not working. that's why it's red. i've pressed it a dozen of times, it's just dead..
stacco i cavi, respiro profondamente e ricomincio.
mH: honey what about watching "how to train your dragon" again instead? (piano B)
zM: ma mamy c'è i powadangers!
mH: naa, really? i thought power rangers was on on an evening! (piano B, fallito)
il dannato polo tecnologico di casa si risveglia d'un tratto, il decoder si decodifica, lo schermo della tv si sintonizza, il lettore vomita il mio dvd preferito.
ignote ad oggi le cause.
sometimes fa così.
Dragon Trainer viene riposto nella sua teca e impilato tra i suoi pari.
zeM si sorbe rapito cinque deficienti in calzamaglia e scimitarre assaliti da ributtanti cose di gommapiuma trashissime.
msH si fa un caffè.

                                                      
darlingmonsta
later, on the road.
zM : mamy, ma le dragons, come fanno a uscire il fuoco dai dragons?
mH : well darling, dragons don't exist, it's only pretendy stuff..
zM : nooo. ma mamy io l'ho visto! il fuoco esce dalla bocca dei dragons, e anche dal naso, come you quando you smoke le cigarettes!
mH :  mmh. - (uau, eccoci pronti già alle 8 e mezza a un focosa e palesemente sbagliata difesa dei genitori single fumatori) - well.. maybe... dragons eat lots of chilly peppers, and that makes their breath catch fire? (rumore di unghie di msH sugli specchi)
rumore di gente che urla per strada.
un ragazzino smilzo e nasuto sta strattonando una ragazzina bionda per la giacca.
ci fermiamo ad osservare.

alcuni passanti (uomini) abbassano lo sguardo, scuotono la testa, alzano le spalle, trottano via.
grida, lui, è arrabbiato, lei non fiata, le prende un braccio, la spintona, la sbatte contro un'auto, poi contro un muro.
mi domando quanto sia colpevole la fanciulla, per scatenare tutta sta manesca ferocia.
una signora interviene, intima al ragazzo di smettere.
si guadagna una rispostaccia, a dieci cm dal viso.
riprendiamo a camminare in silenzio, non ho voglia anche di questo stamattina.
però non ho neanche voglia di avere un figlio che un giorno si comporti così.
non ho voglia che mio figlio pensi che approvo un comportamento del genere.
ma non ho manco voglia di litigare già di lunedì mattina con un ragazzino cornuto e maleducato.
giriamo l'angolo, verso l'asilo la strada si biforca e la nostra sale, mentre le urla ci accompagnano da sotto.
perdo la pazienza.
mi sporgo, protetta dalla convinzione pittosto plausibile che l'urlatore non sappia volare e che il cancello del nostro garage è a soli 20 metri da noi, prendo fiato, mi viene fuori: hey! lasciala in pace! guarda che le cose si risolvono anche senza usare le mani! lo sa tua mamma che ti comporti così?
il ragazzo fa un salto, mette a fuoco, ci risponde a modo suo di lasciare in pace sua madre e di badare ai miei affari, a quelli di mio figlio, e financo quelli di mio marito.
scoppio a ridergli in faccia, perdendo ogni credibilità, mi ritiro dal parapetto.
un marito???  l'eventualità mi ha spiazzato.
la risata disorienta l'aggressore turpiloquiante, che borbotta qualcosa all'indirizzo di un quartiere di impiccioni, la ragazza si divincola e poi i due finalmente entrano nel portone di un liceo, lasciando che il rumore del traffico torni al suo posto.
zeM tace e mi osserva.
forse cerca ancora un paio di fiammette arancioni dalle mie narici, trova solo due lapilli blu che gli sorridono in ritorno, mentre mi liscio le squame...






giovedì 2 agosto 2012

quotidianezze

zeM è stato un pò dappertutto in affettuose trasferte.
coi nonni al mare prima.
poi, fino a due giorni fa, in montagna col papà.
il frigorifero sente la mancanza delle sue sette merendine in attesa di definitivo consumo.
il telecomando è confuso e felice, tutto un mondo di canali truculenti e lacrimosi si affaccia dallo schermo della sua TV.
la lavatrice schiaccia tiepidi sonnellini tra un ciclo delicato per la biancheria di msH e uno a 90 gradi per quella di casa.
fra una valigina e l'altra capita che noi si riprenda a discorrere di gormiti e di altra gente.
zM : Mamy, ma qui ci sono uomini marroni?
msH deve resettare il suo software comunicativo: what do you mean sweetheart?
zM  : ehyes Mamy, e ci sono anche i bambini marroni!
folgorata dal fatto che nel villaggio paterno la multietnicità si ferma a qualche ragazza dell'Est, msH ritrova il filo del discorso.
msH : well, man, there's brown people, yellow ones, white ones and pink ones. is it a problem? they all have hands, and legs, and heads. And as long as they have hearts it's fine, no? hearts have all the same colour. why are you asking?
zM : quei signori sono marroni pelchè some time, last week, erano andati in Africa, eh.
msH : possibly so, yes.
ms H si dimentica ogni tanto che zeM è in fondo un maschietto.
E i maschi sono spesso meno complicati di quello che pensiamo.

giovedì 14 giugno 2012

ai diddit maiuei

esterno domestico pomeridiano, msH si dedica al giardinaggio, unendo utili sedute di stretching a dilettevoli forum coi passanti, che dimentichi del proprio geranio secco impiccato al balcone, generosamente dispensano suggerimenti acrobatici per il fissaggio e contenimento della vite sconfinante del vicino.
tra una perla di saggezza gratuita e l'altra msH ingaggia una strenua difesa del suo francobollo erboso da parietaria, parassiti (con più di due gambe) e da zeM.
l'ultima interruzione ha comportato l'abbandono del tosaerba disteso su un lato, e prudente distacco della spina.
il macchinario - importato dalla gran bretagna in tempi quando i nonni ancora sprizzavano la verve di andarci in auto - dotato di lame rotanti di materiale plastico non si attiva se non si premono contemporaneamente tre pulsanti posti ad una distanza tale da impedirne il funzionamento accidentale. quindi - fatto salvo per i figli di un contorsionista circense -  relativamente sicuro in presenza di bambini.
occorre tuttavia non trascurare l'evenienza di vecchiette cardiopatiche che dovessero transitare di fronte al cancello e notare infante e macchina a meno di 2 metri di distanza reciproca.
i quotidiani sono pieni di notizie di sanguinose aggressioni di tosaerba mannari ai danni di bambini intenti a spruzzare i fiori con la pistola ad acqua di ben ten.
e le ambulanze su per la creuza non ci vengono.
finite le pazienti rassicurazioni del caso, i racconti di esperienze infantili di inizio secolo e i consigli per la vite, msH si volta.
orrore.
il piccolo giardiniere sta vuotando il contenuto dell innaffiatoio sul motore del tosa erba, ecco, infatti.
msH : SUGARRRR(GH!!)? what are you doing? stop it! you'll ruin the lawn mower!
zM con l'espressione stupefatta di chi pensava di fare una cosa gradita e necessaria e non ha nessuna intenzione di smettere : mamy! ma io puliscio le lawmoè! tutto sporco here, la grass ha stickato sotto, ehyes, è questo il problema!!!
msH si domanda se la sua ossessione per la disincrostazione compulsiva non sia ereditaria, e chi faccia assistenza / riparazione dei Flymo nei paraggi.
msH : darling the water will damage the engine. thank you for trying to help sweetheart, but that was a stupid thing to do!
zeM si accartoccia la faccia offeso, autoabbraccia l'orgoglio ferito coi braccini conserti e labbro inferiore proteso e si porta a sedere in un angolo del giardino, una fogliolina attaccata al polpaccio.
msH solleva il tosaerba e lo appoggia a sgocciolare, raccoglie l'innaffiatoio e lo riporta al suo posto, e intanto spia il suo piccolo devastatore.
quanta bellezza ci dimentichiamo di notare esista nel coraggio di sbagliare?
a che età arriva il momento quando il numero di sbagli fatti col cuore inizia ad inibirci dal seguirlo ancora, e ci scopriamo prigionieri della paura di fare un errore al punto da non fidarci più di quello che sentiamo?
msH : hey man, it's ok, we'll get the mower fixed if it's broken. thanks for trying to help, you're a clever lad. next time tell me you want to help, will you? now shall we pick up all these dry leaves toghether?
zeM : NO - io wanna see telivision.

martedì 22 maggio 2012

ig(i)enismi in erba

il cancello di accesso al fazzoletto d'erba domestica (ma non troppo addomesticata), poco più grande di un'aiuola, dove msH e zM si divertono a fare gli zappatori stagionali, si affaccia dirimpetto ad un altro giardino, ben più grande e navigato, pertinenza del condominio adiacente, a disposizione dei bimbi indigeni, a cura dei genitori dei piccoli fruitori.
in questi pomeriggi allungati dall ora primaverile sulle panche si chiacchera tra mamme di ricette di veleni, rimedi per moccico, scenari da abbandono post chiusure estive delle strutture comunali, intercalate da qualche amorevole urlo all'indirizzo dei piccoli scannatori arrampicati sull'albicocco o sull'unico triciclo che fa ancora la musica.
all'ora di cena i bambini panati di terra si salutano più o meno contusi e straziati come se non ci fosse un domani, tornano alle proprie private stanze da bagno e mostri sotto il letto.
littleD si autoinvita spesso da noi, con l'aria speranzosa e le guance rigate dalla polvere e la t-shirt dei Kiss segnata dalle manate nere dei compagni di razzolo.
spesso msH acconsente, due mostri sono incredibilmente meno pressanti di uno solo da gestire.
e poi la confidenza acquisita non conosce tabù, la ragazza è un panzer.
lD: posso venire a mangiare da voi?
msH: se la tua mamma è daccordo, volentieri. glielo hai chiesto?
lD : sììì 
(mendacia senza rimorso alcuno)
lD : posso fare il bagno anche?
msH non sempre si sente fisicamente disposta a gestire la pressione di apocalittici scenari proiettati dentro la propria teca cranica, di bimbi altrui scivolanti sulle piastrelle del suo bagno.
msH : tesoro, oggi zeM non è proprio in forma, è un pò malato, non penso proprio che gli farò il bagno...
lD : beh... però allora posso fare il bagno solo io!

non fa una piega, 0-1, bagnoschiuma al centro..

lunedì 14 maggio 2012

abiti ambiziosi

qulache giorno fa, per il compleanno della grandmà, msH, zM, e lo zio principe Lupiz sono stati invitati ad un aperitivo di famiglia, in sciccoso locale del centro, una rivoluzionaria modernizzazione delle abitudini dei nonni.
più invecchiano e più ci diventano attivi quei due, con buona pace delle frustrate ambizioni di posteggiarli sulle panchette dei giardini a vegliare sul nipote, come tanti ottuagenari stremati e verbalmente vessati da prepotenti nanetti, ambizioni sbriciolate appunto da impegni mondani infrasettimanali e trasferte gastronomiche o culturali nei week end senza risparmio alcuno.
saccheggiato il buffet e prosciugato con scambio di cannucce e virus i cinque calici di ogni colore e forma, la piccola squadra famigliare si è salutata tra baci e pacchetti e mazzi di fiori e subdolamente interessata inquisizione di msH sui prossimi programmi della festeggiata.
zeM confabulava col nonno, in un linguaggio tutto loro di versacci e pernacchie, scambiandosi i santini elettorali raccolti dal parabrezza dell'auto manco fossero figurine di ben ten.
tornando verso casa, zeM sventola fiero un volantino con ritratto di distinto candidato con sorriso di sospetta composta magnanimità, "per una sanità a misura di cittadino".
zeM : guarda mami, zio!
msH zooma l'immagine, si domanda se i grafici avessero davvero ben chiaro l'intento della loro missione, e quanto sforzo di dissimulazione sarebbe occorso allo zio se fosse presente.
msH : do you really think this man looks like zio?
zeM : ehyes mamy, look!
msH medita se non sia il caso di abolire completamente la gradazione alcoolica di tutte le bevande che ingerisce quando in compagnia del suo piccolo coinquilino, anche quando deve andare a piedi, e intanto che cerca una risposta sensata depenna lo spriz dalla lista delle prossime possibilità.
zeM la salva dal silenzio: zio era like lui, oggi! ehyes mamy look: zio era vestito da sindaco!!

faremo presente al parente cosa rischia.

lunedì 23 aprile 2012

cromosomi & cromie

zeM è innamorato.
littleD è una dozzina di chili scarsi d'argento vivo e orecchie a sventola che faranno 4 anni a giugno.
un temperamento scintillino d'acciao e uno sguardo di velluto che non trova (quasi) resistenze nel mio piccolo tiranno e che in fondo affascina anche me, rabbonita dalle sue buone maniere, divertita dalle sue civettuole strategie.
la pervicacia con cui mi oppongo alle differenze di genere che l'asilo instilla nelle loro giovani menti si stempera osservandoli giocare.
maschi e femmine non sono proprio uguali.
resto tenacemente salda nell'intenzione di allevare un piccolo italiano che rispetti queste differenze, senza servirsene per prevaricare o discriminare, a dispetto delle pubblicità degli yogurt mio dove il maschietto salva la bimba imprigionata sotto il tavolo e questa gli reca in pegno grato un vasetto latticino, che mi domando chi abbia avuto la medioevale pochezza creativa di produrre  - e poi pure di trasmetterla tra i cartoni, generandomi spasmi gastrici da orrore di principi salvatori e principesse sistemate.
nella vita reale lo slancio di autoaffermazione ancora non addomesticato trova genuini percorsi nei dialoghi sgrammaticati di due bimbi che cercano il compromesso creativo in un gioco che diverta entrambi.
e spesso pure ci riescono, a trovare un equilibrio, in un modo tutto loro.
una volta sono gatti, una volta sono leoni, una volta sono mamma e papà.
un paio di giorni fa littleD si è candidamente auto invitata a fare il bagno e poi cena da noi (lei a casa ha la doccia).
msH si è fatta venire un bicipite da culturista per riempire la vasca di schiuma, sudando e imprecando tra sè per non aver avuto la prontezza di scansare la piccola pozza di sabbie mobili in agguato tra i suoi tabù.
i due calamari invece han sguazzato sereni, nel loro brodo di gormiti, rane e meduse.
nessuna malizia, nessuna domanda imbarazzante.
mezz'ora dopo, msH stava giocolierando sollevata tra i fornelli quando dalla stanza accanto la invoca l'eco del finimondo in pigiama.
oggetto della contesa degenerata in zuffa di strilli e lacrimoni un piccolo unicorno.
più specificamente il suo colore.
zeM lo definiva grigio, littleD lo vedeva blu.
msH adora un suo amico architetto, daltonico.
che oltre ad averle insegnato a fare buon viso alle putrelle inibenti nascoste nei suoi muri, costringendola a trovare alternative più pratiche al prendere detti muri a craniate, le ha rivelato quanto poco dobbiamo ostinarci a credere che i nostri simili necessariamente vedano lo stesso nostro punto cromatico.
"bimbi non succede nulla se tu lo vedi blu e tu lo vedi grigio, per me è grigioblu : l'importante è che vi piaccia giocarci insieme!!!"
breve silenzio cogitabondo e risentito che si scioglie in sorrisi e saltelli da unicorni bipedi in calzette antisdruciolo e trombette di cartone sulla fronte.
"èppprontalapppastaaaa!"
al pomodoro per littleD e al pesto per zM.
fortuna che le fragole piacciono a tutti.
e sono decisamente rosse.
o no..?

giovedì 12 aprile 2012

economia domestica

esterno pomeridiano urbano - msH e zM fervidamente disquisiscono dell'eventuale uovo di cioccolato da procacciarsi tra 12 mesi, per non arrivare impreparati alle deludenti sorprese.
zM si accorge di non aver seguito il percorso abituale, ignaro delle macchinazioni materne, propone una correttiva diversione al carrefour all'angolo, dove gli avanzi dolciari della strage economica pasquale ammiccano in vetrina come procaci signorine in svendita.
zM : mami! we no andati shopping!
msH : oops! ehyes sugar, we went the other way. never mind, we can go shopping tomorrow.
zM : ma mami pelchè we don't andati to the supamarket? eh?
msH : well darling, because mammy forgot! you know, i must be getting old, i happen to forget things lately..
zM : ehyes... you old... you deve mettere più cream!!
msH ha un momento di confusione.
avere a che fare quotidianamente con un individuo che manifesta attraverso una lingua tutta sua sillogismi non conformati è una palestra formidabile ai fini di accettare che il fatto che il mondo non è sempre solo come lo vediamo noi. msH ha scoperto negli ultimi quattro anni di convivenza forzata quanto i suoi sistemi di discernimento avessero bisogno di un rivitalizzante collaudo.
alle sei di sera però può capitare che preferiresti arrenderti alla lobotomizzazione con un telecomando in mano.
e invece no. ti tocca decifrare un sudoku verbale, e pure parare lo scacco avversario, in tempo utile per attraversare col verde
msH : what?
zM annuisce sapiente : ehyes! for the winkles!! (winkle: piccola lumaca di mare - wRinkle : ruga)

così msH incassa, e poi sconta la sua bieca manovra diversiva pomeridiana lasciandosi spalmare l'equivalente di 15 euro di antirughe parigino sul mento e sul naso all'ora del dentifricio da un solerte imbianchino pigiamato.

mi costava meno l'uovo di pasqua di spaidama.

lunedì 2 aprile 2012

piccoli licaoni crescono

notte appassionata.
con un cucciolo di licaone ululante in corridoio.
la soluzione logistica delle ultime due settimane notturne adottate dal papà, pieno di lividi e di amore per la condivisione del proprio materasso, ha fruttato a msH un giro sull'ottovolante temporale fino alle due antimeridiane.
zeM è regredito allo stadio più profondo di dipendenza da contatto, che era stato debellato più o meno 30 mesi fa.
msH conosce bene la trappola della resa.
la evita.
ha limato recentemente con cura la serratura della porta della propria camera, finchè si è chiusa perfettamente, e poi si è arredata il tunnel con acquarelli di quello che le occorreva per sopravvivere all'assedio.
esiste un momento quando ti rendi conto che la tua sopravvivenza è necessaria per garantire la cura del cucciolo, o finite entrambi come gnu.
e se per grantire la tua sopravvivenza devi fare scelte impopolari, occore che tu venga a patti con il tuo desiderio di compiacere la creatura che adori, consapevole che le conseguenze di un cedimento saranno ben più dure sul lungo periodo, con occhiaie, torcicollo, urla belluine, feroci rinegoziazioni sindacali e scarsa stima di sè.
tracciare e far rispettare i confini di dove finisce la mamma e dove inizia la persona è lavoro costante, che non conosce pause, non si ferma davanti alla SPM e alle feste comandate, agli steptococchi e a i pidocchi, all'assenza di un compagno adulto, al gommista, allo straordinario in ufficio.

zeM stropicciato ha ritrovato la sua mamma sorridente con un abbraccio stamattina:
"mami io grande now, basta bottle, now io cup.. ehyes!"

mercoledì 7 marzo 2012

che sarà, sarà...

esterno urbano pomeridiano postscolastico con sporta della spesa contundente.
zM: mami look: mami guarda: spaidaman!
msH scandaglia incuriosita le vetrine lato destro - sperando intimamente che il bersaglio non sia in vendita.
zoomma sul dettaglio: decalcomania di spiderman lunga un metro scarso annidata tra i numeri caldi e il Circo Americano, allarga al contesto, un ammiccante internet-point, money-transfer e ricevitoria, con annessa galleria di sfavilline e cinguettanti slotmachine.
zM: mamy we go? guarda spaidaman anche there! là! we go inside?!
sbigottimento, moralismo genetico sotto forma di indice di nonna sventolante e insulti silenziosi alle vetriniste in blocco.
msH: sugar - that's no place for a kid,  it's a place for people to waste time and money, away let's go.
zM: why?
msH: because it's gambling, son, first of all you need to be 18 of age to go inside, and most of all you need to have your money to play on those machines.
zM: ma io ho money! ehyes!
msH: you have your pocket money at home, you're saving it for those revolting schifezzamonsters you want... or have you changed your mind about them?
zM: ma io voglio go there..
sospiro - prendiamola larga.
msH: darling, one day - if you eat all your dinner - you'll grow and be a young man.
zM: ehyes.. io be older, and you younger! (grazie, apprezzo - ma non entri là)
msH: mmh. not sure about that, boy. but anyway, you'll be old enough to find a job and earn your money. what would you like to be? a rock-star? a vet? a fireman? a painter? a pilot? eh?
zM: io want to go on spiky machines.
(le spiky machines sono le macchine per svellere lo strato superficiale delle strade in rifacimento, prima della posa del nuovo asfalto)
msH: ohyes, it's a hard job, but if you like it, why not... well, anyway, after you've done your 8hour daily routine at work for 22 days every month, possibly you'll get paid. And then you'll have money to pay your bills, your food and rent, and - maybe -you'll have something left for your kicks.
zM: ehyes io buy presents!!! when me older io have money for spidaman games?
msH: Slot machines, that's what those are. It's gambling, sunshine, it's nasty. Those are games you play with money, sometimes you win, sometimes - most of them - you loose. Are you sure you want to risk your hard-earned money on those machines? wouldn't you prefer to buy yourself an ice-cream? or sone new toys? or go on the giostre? or go on holiday? or go to the cinema? or buy a guitar? a motorbike?
silenzio cogitabondo.
msH pensa di averla scampata, stavolta.
poi.
zM: mami? ...  quando io older io wanna be a gambla!!!

giovedì 1 marzo 2012

effetti collaterali

Esterno pomeridiano feriale carrabile.
Da qualche parte lungo il percorso dall’asilo verso casa msH e zM discutono dell’eventualità di presenziare o meno al compleanno di un compagno di classe.
 msH : shall we go to that G’s birthday party then? How are you feeling? How’s that nasty cough doing? (da un paio di giorni stiamo vagando in quella terra di mezzo che sta tra l’abbandono rassegnato e gnaulante alla malattia e la dignitosa necessità di far fronte agli impegni quotidiani con una parvenza di continuità)
zM : i’m fine. Ehyes: oggi c’è G’s festa – pausa.
(presentimento..)
zM : we need buy a present.
msH : it’s ok sweetheart, i’ve already got a present, while you were at school. Shall we go then? I saw other kids going, wanna join them and play a while?
zM : hai preso un present for me anche?
msH : sugar your birthday was three weeks ago, you got plenty of presents then,  today we have one present only, and it’s for G, because it’s his turn to be the birthday boy.
Che bello. Chissà per quante altre festicciole di compleanno da qui a febbraio prossimo proveremo la stessa condivisa gioia e partecipazione entusiastica.
zM : why non hai preso un present for me?
msH : honey – i’m not going through it all over again. (abbiamo già presenziato ad un altro compleanno) It’s not your birthday today: that’s why.
zM : mamy can I have a present?
msH : no.
 zM : ma io don’t avuto present today, eh!
msH : and you’re not getting one either. That’s the end of the story, or we go straight home. You hear me man?
Venti metri di silenzio più tardi, zM ha la faccia di uno che ha morso un caco acerbo, msH ha acceso una sigaretta.
zM : the manestra dice no cigarette. Dice smoke goes dentro you e fa venire i denti gialli. Eh!
msH è perfettamente consapevole dei danni del fumo, firma mentalmente la sua quotidiana liberatoria al mattino. La verità oggettiva resta però una scomoda crepa nella sua coerenza, per quanto l’evidente strumentalizzazione della cosa nel contesto, la manlevi – questa volta - da pietose spiegazioni free-climbing sulla libertà di sbagliare che ogni essere umano invoca al bisogno.
E si avvale invece della facoltà di ogni genitore di sospirare rumorosamente e non rispondere.
zM : eppoi manestra dice anche smoke viene fuori dal naso. ….E  ti fa venire tanti bogeys. Ehyes!!!
(i bogeys sono le nostre caccole)
msH viene colpita da dieci minuti di convulsioni da seccata aspirazione di fumo e contemporaneo attacco di ridarella

martedì 21 febbraio 2012

codice familiare


interno orario quasi commestibile,  zeM se la gioca al tavolo coi suoi nuovi fidanzati, i prezzolati pattumeros.
la televisione parla da sola.
msH ascolta tutto e intanto discute di massimi sistemi coi fornelli.

zeM "agiuto! agiuto! i bambini! (l'occhio sulla nuca di msH identifica i suddetti schifosi di gomma sparpagliati) agiuto! la luce del space monsta..ehyes.. le manestre... vienite qui bambini!.. agiuto..  catchow!! ohnoo! ...  sono mortissimi.. ehyes! agiuto! emergency!.. vroom... ecco il papà! (il sopracciglio sarcasticamente incuriosito intravvede un modellino di Ferrari rossa fiammante che si avvicina sinuosa al luogo della tragedia consumata sulla tovaglia...) ehi ciao papà! ....agiuto!.. oohnooo! spacemonsta!....mamy presto: to the rescue, eh!!! ...mamycomehere!!! (grande gongolazione soddisfatta di super msHyde...)

orrore!!! : spunta quella cicciona dell'autopompa dei vigli del fuoco, che salva tutti e lascia il posto alla cena.
sbriciolando qualsiasi eventuale velleità di rombante eleganza d'epoca ..

mercoledì 15 febbraio 2012

dove osano le aquile..

Interno molto antimeridiano infrasettimanale.
MsH  sta gradualmente riprendendo contatto con l’universo,  seduta al tavolo lotta con l’ingobbimento notturno ancora incredulo che sià già ora di tornare sul ring, e intanto si vendica sulla produzione di pallini di pelucchi di una manica della vestaglia antistupro. Siamo solo al primo caffè appena iniziato.
ZeM si materializza  a complicare le rotazioni orbitali. Petulante.
Si vede che San Valentino infastidisce anche lui.
Si arrampica inquisitore a reclamare la sua dose di coccole contundenti.  
zM “hey!? mamy why you here? Why you downstairs?”
(le zone giorno e notte a casa nostra  sono su due piani differenti)
msH “ hello baby, I’m here because I’m having my breakfast”
dissimulare lo sforzo sovrumano necessario a trasmettere buonumore certe mattine varrebbe da solo un oscar di platino.  Invece  si vince  un promemoria scribacchiato a penna sul calendario per riprendere la somministrazione del magnesio.
 msH “Did you sleep well? You don’t look very happy with yourself.”
zM “mamy, I go to school now?”
msH accusa la seccante  sensazione che esista una versione meno nota del “Giorno della Marmotta”
un’imprevista (…?) tempesta di riso soffiato caramellato interrompe l’interrogatorio.
zM “catchilo!”
è gratificante sapere che c'è qualcuno che crede che sotto il tuo pigiama di flanella orsettata si celi un supereroe in grado di fermare con la forza del pensiero una scatola di cereali da colazione aperta che ha inavvertitamente (..?) preso il decollo alle sette meno qualcosa dal bordo del tavolo.
 Zm “oh!” – pausa – “ Mamy posso see telivision?”
MsH non credeva ai supereroi, finchè non si è trovata ad avere a che fare con un figlio.
Provvede alla velocità della luce alla sistematica rimozione di tutti gli oggetti nel raggio di un metro da zeM.
msH “ no-way-Josè! Before you sneak off, you’re gonna help me clean up the mess here little man!”
L’orologio a parete soprintende rassegnato al solito ritardo.
Un  esploratore  scrupoloso sotto il tavolo reperisce e suddivide: svariati proiettili di riso soffiato appiccicoso, un po’ pelosetti, tre coriandoli artigianali, un pinguino senza piedi, una farfalla al pesto tassidermica, una piccola vite, gnocchetti di pongo grigietto-marronschifo..  Il pavimento originale, in graniglia – una geniale invenzione per chi non soffre di comportamenti ossessivo massaio-igienico-stracciferi  - è un inferno mimetico per il cercatore, pena rassegnarsi ad appoggiare la guancia in terra a esaminare con un occhio solo eventuali sagome protundenti.
zM “trovatolo! Mamy look, io trovato, ehyesss! Mamy, myliccleschifezzaworm!”  
Esibisce garrulo pregiato reperto : piccolo verme di gomma, introdottosi in casa al seguito di qualche altra porcheria, mancante all’appello da qualche giorno.  
msH agguanta la scopa e mette sommariamente fine alla caccia.
zM appollaiato sulla sedia se la canta trionfante, il lombrichino redivivo sullo schienale danza la gioia del suo fortunato ritrovamento.
msH vola al piano di sopra a prepararsi  al resto del giorno che l’aspetta, un chicco di riso soffiato attaccato al gomito.

martedì 7 febbraio 2012

the street of fallin'ladies


There is a street in my old town
They call the Slippy One.
It's been the ruin of many high heeled girl,
And ladies too, at least one.
I’m glad I listened what Mama said,
When leaving home today.
Being so young and foolish, poor boy,
Would’ve spun as a bayblade on a tray.
Go tell my neighbours quick hurry on
Never to trust the ice like I have done
To walk on frozen streets in my old town
You’ll slip the whole way down.
My mother, she's my saviour,
She grabbed at my blue jeans.
My neighbour, she just skid past us, oh Lord,
Flat on her backside, away she rolled.
The only thing that stopped her
was a weed patch down the road.
So then we went to pick her up
Beware of the same destiny
all bruises and murky streaks,
Helped the poor lass get on her feet
‘tis a pleasure we get out of life
picking up ladies recently.
One tripped’a turnin’ on her platform shoes
And the other one slid on the icy street,
I'm gonna watch my step I promise now
I swear that, Mama, I will.
Going to school and back in my old town,
I believe you, no more shall I run, no.
Don’wanna sprain an ankle’n’spend the rest of my days
Regretting being a bandaged nincompoop.

lunedì 6 febbraio 2012

tantibbirddeiattèèèè

sabato ricorreva il quarto compleMonsta.
I piccolini refrattari allo tsunami virale si sono fatti sventolare a meno due gradi scarsi fino al punto di festeggiamento. Un inchino di cuore al coraggio, o alla disperazione dei genitori, che pur di espellerli dalle claustrofobie domestiche hanno accompagnato gli adorabili guastatori al circolo ex combattenti del quartiere, dove una saletta locata inghirlandata di palloncini aspettava l’impavida invasione,  sfrattando gli abituali avventori, onesti pensionati,  guadagnatisi al fronte la pomeridiana pace di una mite briscola e due gotti di giancu lontano dalle coniugali petulanti faccende di pattine e soffritto.
mrsHyde si domanda ancora, trascorse 48 ore dalla bolgia di strilli, stelle filanti e focaccine contundenti, se non sia stato tutto un sogno.
Se pure dalle memorie appannate dei combattenti,  oltre alle fulgide medaglie e ai lampi di polvere da sparo, possano esserci pari flashback di lotte fratricide, risse e tradimenti per una trombetta e assalti partigiani al buffet.
L’evidenza di un piccolo tesoro di nuovi giocattoli impilati in soggiorno conferma l’avvenuto bellicoso festino.
E rammenta a mrsH la necessità di adottare una strategia più efficace per l’anno venturo: contingentare severamente il flusso di regali che richiedono l’intervento materno per comprenderne il funzionamento.
In realtà ci fu un Natale, tempo addietro, in cui si persero le tracce di tre pecore e si seccò il muschio del presepe dei nonni per quel che uscì dalla bocca di mrsH alle prese con un triciclo da montare, da lei stessa proprio medesima acquistato.
Ma si sa, il tempo cancella le sofferenze...
Anzi, l’entusiasmo per certi gadget infantili dopo una certa età assume connotazioni di sincero rincoglionimento, una sorta di rigurgito di onnipotenza giovanile, con anacronistica sopravvalutazione dei propri limiti.
Sicché oggi la sfida assume le sembianze infami di un aggeggio definito transformer che mi guarda torvo dal tavolo in cucina.
La scatola recitava : difficoltà intermedia.
Sono quasi certa che non ci fosse indicato il grado necessario di parentela con un laureato in ingegneria, o titolo di studio equivalente.
Temprata da quasi quattro anni di prova quotidiana di chiusura cinture di sicurezza del seggiolino auto, e tre traslochi in solitaria all’attivo, pensavo sarebbe stato sufficiente leggere le istruzioni.
Riposto il paio di cesoie da siepe atte a liberare l’oggetto dalle reggette in titanio mascherato da materiale plastico, sotto l’occhio vigile e le falangi impiccione del mio convivente in stato di evidente esaltazione spaziale sfiliamo il foglietto.
Si dispiega sbigottito un origami esplicativo equivalente a sei episodi di fotoromanzo muto in bianco e nero.
Nel tempo che occorre per mettere a fuoco la parte corrispondente al disegno, ci si è scordati il tipo di movimento e pressione mimato da laconiche e sibilline freccette che bisogna imprimere all’oggetto per ripiegarlo da robot antropomorfo ad automobile e viceversa.
Roba da pazzi.
Ma ai nervi e ai complessi di inadeguatezza dei genitori non ci pensa nessuno?
mrsH ha onorevolmente glissato sulla sua frustrazione, operando efficaci manovre di distrazione e mantenuto alto l’onore di fronte a zeMonsta dedicandosi invece alla sistematica esplorazione dei suoi nuovi bakugan, richiudendoli tutti senza parolacce, perlomeno ad alta voce.
In cuor suo è consapevole, però, che questa non è una resa, come quando esasperata staccò e riposizionò gli adesivi al cubo di rubik.
Una di queste sere, quando zeM starà dormendo, mrsH si prenderà la sua rivincita su Bumblebee..


mercoledì 25 gennaio 2012

gudmornin'vietnam

esterno antimeridiano - orario feriale cronicamente ritardato.
mrsHyste sta trascinando un asino morto dall'uscio di casa all'asilo.
tempo di percorrenza previsto : 17 minuti, salvo emergenze.
per emergenza si intende : intervista al felino senzatetto di vico Fragole, scupolosa analisi di inusuali rifiuti solidi urbani o articoli di abbigliamento piovuti a terra nella notte, con rispettiva disquisizione di ipotetica riprovevole o metereologica provenienza,  accidentale sopravvenienza di fame, sete o cacca.
il tutto prima del secondo caffè e della prima sigaretta.
zM : mami uat ui do oggi?
msH : mammy goes to work, darling, and you go to school! -
si insinua una traccia di perfido godimento nel pensiero, un soffocato abbozzo di gioiosa aspettativa di libertà e compagnia adulta.
chi abitualmente frequenta gli umani in età da scuola materna è cosciente che le indagini verbali di questi non sono mai fine a se stesse, i piccoli mostri non si sono ancora piegati all'ipocrita cortesia della conversazione tout court.
l'esercizio della coerenza e del gioco d'anticipo è forse una delle mie costanti attività genitoriali più faticose.
e per quanto allenata resto vulnerabile all'evidenza che il prezzo dell'integrazione sociale è la soppressione sistematica del primitivo slancio polemico che alberga nel mio coinquilino rigurgitante di genio e candido egocentrismo.
certe mattine però ti girano i coglioni ad allevare un sindacalista radicale.

zM : school? wai we go school? non voglio go school! wai we go school?
msH : because you have to, sweetheart. - mi sconsiglio vivamente di aggiungere argomenti che supportino la necessità contingente, sono una collaudata perdita di tempo.
lo sgomento genera un agonizzante tentativo di orgogliosa contestazione.
zM : ma io andato già yesteddai! eh!!

sospiro, msHyde: 0 - zeMonsta: 1
il sollievo dell'approssimarsi del portone dell'asilo annuncia la fine del primo round oggi.


 ps - per le mamme genovesi del centro esiste un numero per segnalare la presenza di siringhe usate, e farle rimuovere da personale attrezzato, ed è lo 010 2541113 -

martedì 17 gennaio 2012

ri-considerazioni

zeMonsta si sveglia di ottimo umore ultimamente. (+3 giorni)
si materializza trottando sullo scendiletto, sgretolando ambizioni di pigrizie da terzo snooze.
“mami! posso avere a licclecuddle, eh?”
Si intrufola sotto il piumino e ti frattura uno zigomo, ti aggancia con un dito accidentale il naso e con le zampe gelide ti accerchia la schiena.
Per non illudersi che questo possa durare altri 12 anni, mrsHyde alla sera si rilegge Salinger.
Si vendica censurando a sberle la sveglia,  sospirando solleva un sopracciglio e tra sè conviene: “It's funny.  All you have to do is say something nobody understands and they'll do practically anything you want them to.”  ~ The Catcher in the Rye
"anyone ready for breakfast yet, kiddo'?"

lunedì 9 gennaio 2012

la raccolta differente

Sabato mattina. Orario antimeridiano quasi umano, qualcosa tra le dieci e mezzogiorno.
MrsHyde e zeMonsta consumano il rito settimanale della differenziata, per carta e vetro. La quantità di plastica che produce crescere un infante costringe ad un  pellegrinaggio bisettimanale al punto di raccolta, inspiegabilmente predisposto a trecentometri diametralmente opposto a quello che ci interessa oggi.
Va da sé che in nessuna delle tre occasioni mrsH possa mettere i tacchi.
E manco il resto dei sette giorni della settimana, a esser franchi.
Approssimandosi al bidone per il deposito mrsH e zM stanno animatamente discutendo di alta finanza, nello specifico dell’eventualità o meno di speculare azzardatamene sulle nuove buste di paccottiglia che l’edicola all’angolo elargisce per la rovina economica delle famiglie, l’abrasione dei nervi materni e l’allenamento alla morsa del pit bull dei minori di anni 13.
Il bidone è al momento presidiato da appariscente dama in verde.
La quale leggiadra spalanca le fauci del bidone a calci (la leva per l’apertura del coperchio risponde adeguatamente solo ad una pressione di polpaccio pari ad un destro del Maradona dei tempi d’oro)
La dama deposita il suo pacchetto, poi – evidentemente tramortita dall’alito del recipiente- e tradita da una zeppa hymalaiana compie un mezzo giro su se stessa e ruzzola in terra.
Ora.
In queste situazioni l’istinto del basilico solitamente ha il predominante effetto di farsi fare i cazzi propri. Il genovese doc abitualmente rispetta il tuo dolore, si defila e ti lascia agonizzare con composta riservatezza.
Il problema per mrsH però sono le pubblicità.
Una in particolare, di una pasta , che glassando con ingannevoli fotogrammi di pacifico ed armonioso desco serale la mia quotidiana finale di wrestling acrobatico tra  jimmy-snuka-superfly (io) e lo scimparagno (lui), con voce di nonna saggia e suadente ci ricorda che “noi cresciamo con loro” riferendosi ai cuccioli di mamba verde che stiamo allevando senza preoccuparci della scadenza del siero antivipera che ogni madre di famiglia previdente conserva in frigo accanto alla vodka, i cetriolini in salamoia e la maionese lait.
Questi sono il genere di scrupoli che ti cambiano la vita.
Quando ti accorgi che sei passato dall’altra parte della barricata (e ti devi procurare i fondi per l’antirughe finito che stai ostinatamente spremendo).
Quando ti accorgi che non sei solo (e rassegnati: manco lo sarai più – sospiroso sogno di un bagno con la serratura funzionante).
Che non bastano i bei discorsi, ci vuole l’esempio.
MrsH deposita il suo lingotto di carta ordinatamente compattato, tende la mano libera verso la signora in verde distesa supina sul lastricato dove un paio di secoli orsono defecava la cavalla bruna di Mazzini, e le chiede se si è fatta male.  
La signora borbotta in confusione.
Poi afferra la mia mano.
Non devo essere credibile come malintenzionato.
Però.
La signora verdolina non è una silfide.
Il primo tentativo fallisce.
Ci si riprova con ambo le mani.
zeM incuriosito partecipa da lato con incitazione “Ohyssah!”
Il secondo tentativo riesce.
E suscita perplessi sospetti.
La signora che non è una silfide non ha manco la voce di una sirena, a meno che le sirene oggigiorno cantino come baritoni (una reietta di x-factor?).
Ringrazia, smadonna all’indirizzo delle zapatos truffaldine che le hanno ridotto le ginocchia blu e poi mostra a sostegno dell’accusa anche più su sulle cosce erborinate e financo quasi il didietrone.
MrsH sorride comprensiva, tergiversa, minimizza, sposta lo sguardo, e suda.
La sua passione per le scarpe in generale si allea alla specifica reticenza di dover eventualmente spiegare a zeM perché certe signore parlano come camionisti e sfoggiano rotule da calciatori e non hanno problemi a denudarsi davanti ai bidoni dell’immondizia.
Si accomiatano tra profusi gracias e sifiguri e riverenze e hasta luego e ciao e “pualediscifattomale?” (trad: poor lady, she’s hurt herself)
La spregevole bustina da consumismo cancrena del nostro millennio materialista che ci adesca all’edicola è un’ancora benedetta di diversiva salvezza.
Cosa sono 2.99 eur in confronto al tentativo di spiegare la complessità delle sfaccettature del genere umano a un quasi quattrenne?
zeMonsta ha scartato felice la sua innocua serpe amazzonica di gomma marroncina, fantasticando sulle prossime 12 che necessita per completare la collezione (e lo sfinimento delle finanze domestiche)
mrsHyde si è letta il suo oroscopo settimanale, sfanculando  la rigidità dei propri principi antisperpero, ostaggio cosciente di deliri di onnipotenza single-parentale.

Poi quindi, crepi la crisi dei mercati, pure un caffè macchiato, una pastina ai blueberries,  due sorrisi spolverati di vaniglina in pasticceria, e poi via nel sole frizzantino fino al parco.

La buona coscienza dei piccoli samaritani però non si placa con così poco, per fortuna ci vorranno anni di condizionamento mediatico (scade il canone mannaggia.)
Per una decina di giorni almeno - all’invito di mrsH di andare a gettare la spazzatura, di rimando l’entusiastica risposta è stata “yes mami, we go pick up a lady?”
“No, darling, i hope there’s no lady - or anything that looks like one - to pick up today ...”

mercoledì 4 gennaio 2012

W.C. = With Company

Stanza da bagno, imprecisato orario, molto, ma molto antimeridiano infrasettimanale.
msH porta a compimento basilari operazioni di igiene – rimpiangendo l’ampia privacy disprezzata un tempo.
Monsta spalanca la porta.
Sgattaiola alle spalle di mrsH.
zM – wasisdis?
msH – hello flower! You’re up early! (diggià? dannazione..)
zM – ehyes. Wasisdis?
MsH – what is what, darling?
MsH passa allo scrutinio imparziale nello specchio.
Delle rughe che non c’erano mica prima. (due nuove, dannazione..)
zM – mami, wasisdis?
MsH – what? what is it sugar?
Foruncolo formato mandarino in gestazione sul mento. (nocciolato gianduia,dannazione..)
zM – zis mami, wasisdis?
MsH – what?
Setola bianca sulla tempia (bastarda, dannazione..)
zM – mami?!
MsH – WHAT? WHAT? WHAT? WHAT IS IT YOU’RE GOIN’ ON ABOUT LAD?
Faccia da genitore esasperato nello specchio.

zM – zis, mami, eh.. quì, eh!
E agguanta tirando curioso il mio cordino del tampax.

ze dei afta

Interno tana di mrsHyde.  
26 dicembre - Imprecisato orario antimeridiano, quasi certamente impiegato oniricamente dall’87% della popolazione, inclusi quelli che guidano slitte con renne nel continente di qua dell’Atlantico.
zeMonsta, battito ciliare in sincrono ai led dell’albero, pezzo di sopra del pigiama con pupazzo di neve storpiato dalle rotazioni notturne, pezzo sotto cavallo alle ginocchia,  zampette da fachiro schiaffeggiate dalla graniglia ghiacciata (appunto mentale: fisiologica per aerosol).
mrsH : goodmorningsunshine!
Silenzio.
mrsH : hello there! Slept well?
zM: …. Where’s presents? Eh?
mrsH vede profilarsi un ampio ed articolato dibattito oggi al posto della scintillante collina di pacchetti da scartare di ieri. E prima ancora di colazione.

Caffè. Disperatamente.

mrsH: Sugar.. darling my boy.... well ...presents are for Christmas Day. Christmas Day is a very special day... And that was yesterday. (e grazie che siamo sopravvisuti )... now it’s going to be another year untill next Chrismas comes again! (evviva santo subito il bisesto giorno in più..)... come over here and have your breakfast sweetie (allerta: creare diversivo...).. can i have my morning kiss?
zM tace.
Mai abbassare mai la guardia quando un silenzio proviene dalla sua direzione.
E infatti.
Il piccolo depresso articola risoluto.
zM : mami ?!... Cripmaz goway. Eh… We get tree down. Eh.
Ok man. Not today. Non prima di capire chi sono.
zM : mami? Can i hava liccle cuddle?
mrsH : of course you can, come and get a squeeze, boy.

Esterno tana di mrsH : Sigaretta. Sollievo. Scampata.

mercoledì 14 dicembre 2011

crissmasssiscomin


- ..mami!? maaaami?!
- good morning sugar, i'm over here!..
- mami!? uerraiù?!!
- in the kitchen boyo - do you want your breakfast sweetie?
- iesmami.
(momento freeclimbing felicemente concluso con adorato tiranno issato al tavolo, avvinghiamento e scampata devastazione termonucleare globale con aggancio alla tovaglia e conseguente rovesciamento di tazza di nescaf rovente, yogurt e scatola cereali - ma perchè le fanno così alte e strette??)
sospiro di msH.
- mami.. we need you buy a drum.
sopracciglio di msH. 
- here's your milk darling, we don't NEED to buy anything, sweetheart. Besides, i'm nearly sure you already have a lovely guitar somewhere in your room.
- ehyes mami, need buy a drum.... foriù!
puzza di raggiro nelle narici di msH
-for me?  thankyou baby. (... manovra d'emergenza per bilancio domestico:)  maybe if you're really really really good, you might get a drum for christmas..?
entusiastico assenso.
-ehyes mami: you drum me ghitar, we be like rollistones!!!

come si fa ad amare così il proprio sfruttatore?