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giovedì 2 agosto 2012

quotidianezze

zeM è stato un pò dappertutto in affettuose trasferte.
coi nonni al mare prima.
poi, fino a due giorni fa, in montagna col papà.
il frigorifero sente la mancanza delle sue sette merendine in attesa di definitivo consumo.
il telecomando è confuso e felice, tutto un mondo di canali truculenti e lacrimosi si affaccia dallo schermo della sua TV.
la lavatrice schiaccia tiepidi sonnellini tra un ciclo delicato per la biancheria di msH e uno a 90 gradi per quella di casa.
fra una valigina e l'altra capita che noi si riprenda a discorrere di gormiti e di altra gente.
zM : Mamy, ma qui ci sono uomini marroni?
msH deve resettare il suo software comunicativo: what do you mean sweetheart?
zM  : ehyes Mamy, e ci sono anche i bambini marroni!
folgorata dal fatto che nel villaggio paterno la multietnicità si ferma a qualche ragazza dell'Est, msH ritrova il filo del discorso.
msH : well, man, there's brown people, yellow ones, white ones and pink ones. is it a problem? they all have hands, and legs, and heads. And as long as they have hearts it's fine, no? hearts have all the same colour. why are you asking?
zM : quei signori sono marroni pelchè some time, last week, erano andati in Africa, eh.
msH : possibly so, yes.
ms H si dimentica ogni tanto che zeM è in fondo un maschietto.
E i maschi sono spesso meno complicati di quello che pensiamo.

giovedì 14 giugno 2012

ai diddit maiuei

esterno domestico pomeridiano, msH si dedica al giardinaggio, unendo utili sedute di stretching a dilettevoli forum coi passanti, che dimentichi del proprio geranio secco impiccato al balcone, generosamente dispensano suggerimenti acrobatici per il fissaggio e contenimento della vite sconfinante del vicino.
tra una perla di saggezza gratuita e l'altra msH ingaggia una strenua difesa del suo francobollo erboso da parietaria, parassiti (con più di due gambe) e da zeM.
l'ultima interruzione ha comportato l'abbandono del tosaerba disteso su un lato, e prudente distacco della spina.
il macchinario - importato dalla gran bretagna in tempi quando i nonni ancora sprizzavano la verve di andarci in auto - dotato di lame rotanti di materiale plastico non si attiva se non si premono contemporaneamente tre pulsanti posti ad una distanza tale da impedirne il funzionamento accidentale. quindi - fatto salvo per i figli di un contorsionista circense -  relativamente sicuro in presenza di bambini.
occorre tuttavia non trascurare l'evenienza di vecchiette cardiopatiche che dovessero transitare di fronte al cancello e notare infante e macchina a meno di 2 metri di distanza reciproca.
i quotidiani sono pieni di notizie di sanguinose aggressioni di tosaerba mannari ai danni di bambini intenti a spruzzare i fiori con la pistola ad acqua di ben ten.
e le ambulanze su per la creuza non ci vengono.
finite le pazienti rassicurazioni del caso, i racconti di esperienze infantili di inizio secolo e i consigli per la vite, msH si volta.
orrore.
il piccolo giardiniere sta vuotando il contenuto dell innaffiatoio sul motore del tosa erba, ecco, infatti.
msH : SUGARRRR(GH!!)? what are you doing? stop it! you'll ruin the lawn mower!
zM con l'espressione stupefatta di chi pensava di fare una cosa gradita e necessaria e non ha nessuna intenzione di smettere : mamy! ma io puliscio le lawmoè! tutto sporco here, la grass ha stickato sotto, ehyes, è questo il problema!!!
msH si domanda se la sua ossessione per la disincrostazione compulsiva non sia ereditaria, e chi faccia assistenza / riparazione dei Flymo nei paraggi.
msH : darling the water will damage the engine. thank you for trying to help sweetheart, but that was a stupid thing to do!
zeM si accartoccia la faccia offeso, autoabbraccia l'orgoglio ferito coi braccini conserti e labbro inferiore proteso e si porta a sedere in un angolo del giardino, una fogliolina attaccata al polpaccio.
msH solleva il tosaerba e lo appoggia a sgocciolare, raccoglie l'innaffiatoio e lo riporta al suo posto, e intanto spia il suo piccolo devastatore.
quanta bellezza ci dimentichiamo di notare esista nel coraggio di sbagliare?
a che età arriva il momento quando il numero di sbagli fatti col cuore inizia ad inibirci dal seguirlo ancora, e ci scopriamo prigionieri della paura di fare un errore al punto da non fidarci più di quello che sentiamo?
msH : hey man, it's ok, we'll get the mower fixed if it's broken. thanks for trying to help, you're a clever lad. next time tell me you want to help, will you? now shall we pick up all these dry leaves toghether?
zeM : NO - io wanna see telivision.

martedì 22 maggio 2012

amichi

esterno asilo zM, orario dell'uscita pomeridiana.
dal portone giù per la creusa fino alla piazzetta del mercato sotto il sole delle quattro esonda e gorgoglia un torrente di bimbi pigolanti inseguiti da altrettanti "vai piano" in variazione di accento e modulazione corrispondente alle seccature che le madri han fronteggiato fino a quel momento.
msH : how did it go today? did you have a good day at school?
zM ha piantato i canini in una pera di marmo, la merenda comunale secondo me andrebbe scelta con più coerenza con le effettive potenzialità mandibolari degli utenti.
il mio coinquilino pazientemente rosicchia silenzioso la sua preda, uno scoiattolo pensieroso.
tento ancora.
msH : you ok man? you're very quiet.
in risposta mi porge la pera.
zM : mamy? possiamo buy biscuits?
il forno nella piazza è una miniera d'oro, merito delle politiche comunali di tagli alle spese per il servizio ristorazione, e dell'imboscata di profumo di prelibate croccantezze che ti violenta le narici appena ci arrivi abbastanza vicino.
msH : of course darling, are you thirsty? i've got some water. there. have you finished with your pear here? can i have it?
msH addenta il frutto, simultaneamente le sorride l'immagine del suo dentista, coi suoi punti neri sul naso e il solco concentrato tra le sopracciglia setolose. mentalmente impreca, il dentista se ne va, e pure la pera, che torna nel sacchetto e finisce in borsa a data da definire.
zeM : mamy oggi Matam mi ha detto che don't vuole essere più mio amico.
ecco.
msH : ahssì? well, what did you do to Nathan for him to say that he doesn't want to be friends with you any more?
zeM : niente! ehyes! we giocavimo and lui ha detto me che io ero gormito del fuoco, ma io don't want essere gormito del fuoco, io ero gormito del vento! e allora lui detto me che don't è mio amico. eh.
msH si domanda quanto di quello che noi percepiamo relazionandoci ai nostri simili sia frutto di considerazioni soggettive e quanto sia in realtà la situazione oggettiva.
e poi, quanto possa essere più fico essere un gormito del vento.
msH : sugar, if you want to be a gormito del vento, just go ahead and be so. if Nathan doesn't agree, it's his problem, not yours. if he says he doesn't want to be your friend because of this, it's fine, you don't need such kind of friends. besides, friendship is not something you give or take away, it is something you work on. you build it day by day. and a real friend will never ask you to be different from what you feel you are. hu?
zeM mi guarda, poi guarda il forno.
ok - forse i biscotti sono più digeribili.
msH molla il colpo, saccheggiamo la vetrina.

qualche sera più tardi, msH ascolta le confidenze di un'amica.
mamma single, funambola del fine mese, tosta.
piange.
deve fare da testimone al matrimonio di un'amica.
tra regalo, addio al nubilato e vestito: una strage.
in realtà un vestito lo aveva, ma la promessa sposa le ha detto di comprarne un'altro, perchè vuole che le sue migliori amiche, le due testimoni, indossino lo stesso vestito.

ig(i)enismi in erba

il cancello di accesso al fazzoletto d'erba domestica (ma non troppo addomesticata), poco più grande di un'aiuola, dove msH e zM si divertono a fare gli zappatori stagionali, si affaccia dirimpetto ad un altro giardino, ben più grande e navigato, pertinenza del condominio adiacente, a disposizione dei bimbi indigeni, a cura dei genitori dei piccoli fruitori.
in questi pomeriggi allungati dall ora primaverile sulle panche si chiacchera tra mamme di ricette di veleni, rimedi per moccico, scenari da abbandono post chiusure estive delle strutture comunali, intercalate da qualche amorevole urlo all'indirizzo dei piccoli scannatori arrampicati sull'albicocco o sull'unico triciclo che fa ancora la musica.
all'ora di cena i bambini panati di terra si salutano più o meno contusi e straziati come se non ci fosse un domani, tornano alle proprie private stanze da bagno e mostri sotto il letto.
littleD si autoinvita spesso da noi, con l'aria speranzosa e le guance rigate dalla polvere e la t-shirt dei Kiss segnata dalle manate nere dei compagni di razzolo.
spesso msH acconsente, due mostri sono incredibilmente meno pressanti di uno solo da gestire.
e poi la confidenza acquisita non conosce tabù, la ragazza è un panzer.
lD: posso venire a mangiare da voi?
msH: se la tua mamma è daccordo, volentieri. glielo hai chiesto?
lD : sììì 
(mendacia senza rimorso alcuno)
lD : posso fare il bagno anche?
msH non sempre si sente fisicamente disposta a gestire la pressione di apocalittici scenari proiettati dentro la propria teca cranica, di bimbi altrui scivolanti sulle piastrelle del suo bagno.
msH : tesoro, oggi zeM non è proprio in forma, è un pò malato, non penso proprio che gli farò il bagno...
lD : beh... però allora posso fare il bagno solo io!

non fa una piega, 0-1, bagnoschiuma al centro..

lunedì 23 aprile 2012

cromosomi & cromie

zeM è innamorato.
littleD è una dozzina di chili scarsi d'argento vivo e orecchie a sventola che faranno 4 anni a giugno.
un temperamento scintillino d'acciao e uno sguardo di velluto che non trova (quasi) resistenze nel mio piccolo tiranno e che in fondo affascina anche me, rabbonita dalle sue buone maniere, divertita dalle sue civettuole strategie.
la pervicacia con cui mi oppongo alle differenze di genere che l'asilo instilla nelle loro giovani menti si stempera osservandoli giocare.
maschi e femmine non sono proprio uguali.
resto tenacemente salda nell'intenzione di allevare un piccolo italiano che rispetti queste differenze, senza servirsene per prevaricare o discriminare, a dispetto delle pubblicità degli yogurt mio dove il maschietto salva la bimba imprigionata sotto il tavolo e questa gli reca in pegno grato un vasetto latticino, che mi domando chi abbia avuto la medioevale pochezza creativa di produrre  - e poi pure di trasmetterla tra i cartoni, generandomi spasmi gastrici da orrore di principi salvatori e principesse sistemate.
nella vita reale lo slancio di autoaffermazione ancora non addomesticato trova genuini percorsi nei dialoghi sgrammaticati di due bimbi che cercano il compromesso creativo in un gioco che diverta entrambi.
e spesso pure ci riescono, a trovare un equilibrio, in un modo tutto loro.
una volta sono gatti, una volta sono leoni, una volta sono mamma e papà.
un paio di giorni fa littleD si è candidamente auto invitata a fare il bagno e poi cena da noi (lei a casa ha la doccia).
msH si è fatta venire un bicipite da culturista per riempire la vasca di schiuma, sudando e imprecando tra sè per non aver avuto la prontezza di scansare la piccola pozza di sabbie mobili in agguato tra i suoi tabù.
i due calamari invece han sguazzato sereni, nel loro brodo di gormiti, rane e meduse.
nessuna malizia, nessuna domanda imbarazzante.
mezz'ora dopo, msH stava giocolierando sollevata tra i fornelli quando dalla stanza accanto la invoca l'eco del finimondo in pigiama.
oggetto della contesa degenerata in zuffa di strilli e lacrimoni un piccolo unicorno.
più specificamente il suo colore.
zeM lo definiva grigio, littleD lo vedeva blu.
msH adora un suo amico architetto, daltonico.
che oltre ad averle insegnato a fare buon viso alle putrelle inibenti nascoste nei suoi muri, costringendola a trovare alternative più pratiche al prendere detti muri a craniate, le ha rivelato quanto poco dobbiamo ostinarci a credere che i nostri simili necessariamente vedano lo stesso nostro punto cromatico.
"bimbi non succede nulla se tu lo vedi blu e tu lo vedi grigio, per me è grigioblu : l'importante è che vi piaccia giocarci insieme!!!"
breve silenzio cogitabondo e risentito che si scioglie in sorrisi e saltelli da unicorni bipedi in calzette antisdruciolo e trombette di cartone sulla fronte.
"èppprontalapppastaaaa!"
al pomodoro per littleD e al pesto per zM.
fortuna che le fragole piacciono a tutti.
e sono decisamente rosse.
o no..?

giovedì 12 aprile 2012

economia domestica

esterno pomeridiano urbano - msH e zM fervidamente disquisiscono dell'eventuale uovo di cioccolato da procacciarsi tra 12 mesi, per non arrivare impreparati alle deludenti sorprese.
zM si accorge di non aver seguito il percorso abituale, ignaro delle macchinazioni materne, propone una correttiva diversione al carrefour all'angolo, dove gli avanzi dolciari della strage economica pasquale ammiccano in vetrina come procaci signorine in svendita.
zM : mami! we no andati shopping!
msH : oops! ehyes sugar, we went the other way. never mind, we can go shopping tomorrow.
zM : ma mami pelchè we don't andati to the supamarket? eh?
msH : well darling, because mammy forgot! you know, i must be getting old, i happen to forget things lately..
zM : ehyes... you old... you deve mettere più cream!!
msH ha un momento di confusione.
avere a che fare quotidianamente con un individuo che manifesta attraverso una lingua tutta sua sillogismi non conformati è una palestra formidabile ai fini di accettare che il fatto che il mondo non è sempre solo come lo vediamo noi. msH ha scoperto negli ultimi quattro anni di convivenza forzata quanto i suoi sistemi di discernimento avessero bisogno di un rivitalizzante collaudo.
alle sei di sera però può capitare che preferiresti arrenderti alla lobotomizzazione con un telecomando in mano.
e invece no. ti tocca decifrare un sudoku verbale, e pure parare lo scacco avversario, in tempo utile per attraversare col verde
msH : what?
zM annuisce sapiente : ehyes! for the winkles!! (winkle: piccola lumaca di mare - wRinkle : ruga)

così msH incassa, e poi sconta la sua bieca manovra diversiva pomeridiana lasciandosi spalmare l'equivalente di 15 euro di antirughe parigino sul mento e sul naso all'ora del dentifricio da un solerte imbianchino pigiamato.

mi costava meno l'uovo di pasqua di spaidama.

mercoledì 4 aprile 2012

buongiorno again

antimeridiano domestico - mezz'etto di magnesio, quattro barrette kinder trafugate e un moment in più rispetto alle 24hr precedenti.
msH sta spostando la M di aprile un paio di righe più in alto sul calendario, elucubrando calcoli infinitesimali e logaritmi ormonali sulla pagina di maggio - e intanto con la matita sposta la leva del bollitore, tacitando deliberatamente il fastidioso sibilo dell'idrico orgasmo.
zeM si materializza pigiamato con la faccia degli armistizi, reduce da un'altra notte da maratoneta del corridoio.
msH : hello there, man - slept well?
zeM conosce bene la trappola del sarcasmo materno.
glissa.
zeM : mami, quando viene Easter?
msH : Easter is on sunday, boy, not tomorrow, not the day after, the next one - are you going to have some breakfast?
zeM : ehyes. in a cup.
si arrampica al tavolo, grattandosi un pò la crapa.
msH scalda il latte scandagliando mentalmente la casa e la memoria inorridita, identificando tre possibili siti di stoccaggio dello shampoo antipidocchi da tenere a portata di mano.
zeM : dopo Easter viene mio papà.
msH : easier after, than before.
zeM : e poi mi porta alla montagna.
msH : maybe - would you like a biscuit?
zeM : ehyes.
msH si sente prudere la testa, ovunque.
zeM : mami? perchè io don't live con papà?
msH : because you live with me, here, by the seaside.
zeM : e perchè papà don't live con noi?
msH : your dad doesn't live with us because he's a ski instructor, no way he could find a job here. he tried, when you were a baby, but in the end it didn't make him happy, and neither were i, so he went back to his mountains, and you and i stayed here by the sea.
zeM : dopo Easter mio papà viene a prendermi e porta me alla montagna.
msH : i think you should ask him as well.
zeM : ma io voglio go live alla montagna. con mio papà.
msH : ah sì? that's nice - i want to live with Johnny Depp.
zeM : chi è giommitep?
msH : he's a famous pirate - you can go on and live with your dad, freeze your backside blue and strike scientific conversations with 50 woollybacks who know everything about you but won't tell you anything about themselves, if you want. i'd rather sail to the caribbean with a handsome pirate.
ask your dad next time you see him, i'll be happy to help you pack your bags, man - your milk is getting cold, sweetie.
zeM  : ok.
msH ha deciso che nella sua prossima vita studierà chimica e scoverà il rimedio alla sindrome premestruale, lo commercializzerà a un prezzo equo e coi ricavi milionari aprirà asili per le mamme single aperti 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, con personale formato a disposizione domiciliare per i bimbi che si ammalano il giorno che hai una riunione importante, una scadenza  inderogabile, l'influenza, un compleanno dell'amica che ormai senti solo al telefono, un bisogno di un'ora per te.

martedì 3 aprile 2012

buongiorno

antimeridiano domestico ancora in penombra - gioia di vivere di un crotalo a gennaio.
zeM  : mami?
msH : hello baby, good morning.
zeM : mami, perchè io don't live with papà?
un metro e 5 cm di disordine aspettano una risposta con una mano sul fianco.
msH punta lo sguardo al calendario.
meno due giorni alla grande M di aprile.
raddoppia la dose di magnesio, versa entrambe le buste in mezzo bicchiere d'acqua, rimesta lentamente contenuto e pensieri.
msH : because you live here, with me.
zeM : ma io voglio stare con papà.
evviva.
forse ha finalmente imparato l'italiano il giovanotto.
msH : darling, you can't go and live with your dad at the moment. maybe when you're a bit older you can ask him, and if he says yes you can go and live in the mountains.
zeM : why no adesso?
msH : because your father would not manage to look after you now, he is too busy, he has to work hard.
msH in apnea ingoia il magnesio, e altre tre o quattro cose che le andrebbe di sputare.
zeM : ma perchè papà deve work hard?
msH : honey, we all work hard, when you'll grow up you'll understand. here's your milk. wanna watch some cartoons?
zeM : ok.
msH aveva sperato di cavarsela ancora qualche anno, evidentemente il ripristino della disciplina post-vacanzifera ha accelerato il processo.
dovrà aspettare qualche giorno prima di prendere a pugni quattro uova di cioccolato.
dovrebbe smettere di raccontarsi che le basta dare il suo amore di genitore, dovrebbe iniziare a darne a se stessa il doppio, proprio perchè è una.

lunedì 2 aprile 2012

piccoli licaoni crescono

notte appassionata.
con un cucciolo di licaone ululante in corridoio.
la soluzione logistica delle ultime due settimane notturne adottate dal papà, pieno di lividi e di amore per la condivisione del proprio materasso, ha fruttato a msH un giro sull'ottovolante temporale fino alle due antimeridiane.
zeM è regredito allo stadio più profondo di dipendenza da contatto, che era stato debellato più o meno 30 mesi fa.
msH conosce bene la trappola della resa.
la evita.
ha limato recentemente con cura la serratura della porta della propria camera, finchè si è chiusa perfettamente, e poi si è arredata il tunnel con acquarelli di quello che le occorreva per sopravvivere all'assedio.
esiste un momento quando ti rendi conto che la tua sopravvivenza è necessaria per garantire la cura del cucciolo, o finite entrambi come gnu.
e se per grantire la tua sopravvivenza devi fare scelte impopolari, occore che tu venga a patti con il tuo desiderio di compiacere la creatura che adori, consapevole che le conseguenze di un cedimento saranno ben più dure sul lungo periodo, con occhiaie, torcicollo, urla belluine, feroci rinegoziazioni sindacali e scarsa stima di sè.
tracciare e far rispettare i confini di dove finisce la mamma e dove inizia la persona è lavoro costante, che non conosce pause, non si ferma davanti alla SPM e alle feste comandate, agli steptococchi e a i pidocchi, all'assenza di un compagno adulto, al gommista, allo straordinario in ufficio.

zeM stropicciato ha ritrovato la sua mamma sorridente con un abbraccio stamattina:
"mami io grande now, basta bottle, now io cup.. ehyes!"

domenica 1 aprile 2012

imminente normalità

due giorni dopo il festino per il 40mo congiunto della Ines e di altra giovane belladonna,  msH sta ancora discutendo coi postumi di un trio di dj che le han fatto ricordare da quanto tempo non mette il naso in palestra. la determinazione con cui ormai si difende dalle lusinghe del bicchiere in mano, vecchio compagno inseparabile di cui si è persa l'abitudine, con grande sollievo epatico,  non si applica al richiamo delle danze.
le conseguenze si sono fatte sentire: una specie di cugina castana di Clara, reduce dai trattamenti del vecchio dell alpe si trascinava ieri per le sue faccende, a metà tra la contentezza di riuscire a farcela senza sedia a rotelle e la fatica di scansare greggi di miti passanti, in cuor suo quasi grata al pensiero che zM sarebbe presto tornato a ristabilire orari e attività più diurne.
sono volate due settimane, le settantadue righe della lista mentale delle cose da fare si è ridotta forse solo di un terzo.
msH sospira soddisfatta, per tutto il tempo che si è permessa il lusso di perdere.
imparare a perdonarsi non ha prezzo, me l'ha insegnato la convivenza col mio piccolo coinquilino, a forza di perdere contro irrealizzabili tabelle di marcia e la inaffidabile programmazione dei cartoni.
forse che dopo i quaranta si smette di invecchiare e si comincia a crescere?

lunedì 19 marzo 2012

the dark side of the mom

Esterno tardo antimeridiano prefestivo quasi famelico, un eterogeneo trio in attesa che scatti il verde.
Sperando intanto che non saltino i nervi di msH.
Rocco - setter ottuagenario (15enne martedì che viene) in affido causa vacanza culturale dei nonni,  guinzagliato al polso sinistro tenta  d’inseguire i profumi di una primavera a forma di chiappa di jackrussel, trascinandosi appresso nel satiro balzo msH, la spesa e zeM.
zeM – ammanettato a destra, seccato dalle prostatiche necessità del transitorio coinquilino che gli precludono gli abituali privilegi ha manifestato tutta la mattina con pervicaci gnaulìi la frustrazione della sua natura di piccolo consumista.
msH - si dimentica l’aplomb albionico quando le girano: “boy i've had enough - you hear me? Bastaaaa. Mi hai stufato: arriviamo a casa e tu fili in camera tua. Voglio dimenticarmi di te per almeno mezz’ora. Capito?”
Sei occhi scandalizzati si voltano nello stesso istante.  Duececentocinquantatre anni in totale.
Tre gradazioni di turchinetto e commiserazione per il povero angioletto rimproverato.
Una però sfoggia pure una prontezza adolescenziale nell’estrarre con sorriso saccente e sventolare davanti al naso della perfida genitrice un volantino della torre di guardia.
Un sibilo ricomposto di diniego ringranziante.
Scatta il verde.
msH guadagna l’altra sponda con il suo carico di vittime più o meno pelose e malumore.
Ci sono giorni nel calendario perpetuo delle mamme che vorresti salire in cima ad un monte e urlare finché non ti spariscono le rughe e la pelle a buccia d’arancia.
Sono i giorni in cui fai i conti con la parte di te che non ti hanno insegnato ad accettare quando giocavi con le bambole, perché non è buona, non è bella, non è educata, non è rassicurante. Non è la mamma che si vede in tv.  È la parte più oscura della maternità, spaventa, disturba. Ed è quella che si preferisce fingere che non esiste. Eppure c’è.
Negarla ingrassa un insano senso di colpa e inadeguatezza, cementando un solido muro di rifiuto nei confronti dei piccoli artificieri. 
A volte si limita semplicemente a chiederti  chi te l’ha fatto fare?
Ma quando morde più cattiva quella parte sogna di spaccare tutto e scappare, scappare per non odiare quel bimbo così fragile, eppure così tiranno. Ignaro innesco di una dolorosa claustrofobia.
Fa parte di quel processo di crescita, quando passiamo da un adulto indipendente a uno schiavo dal futuro incerto e la scarsa igiene.  Serve a capire meglio i nostri genitori, e a capire meglio noi stessi.
Ho ascoltato altre mamme sole, con lo spavento negli occhi, confessare sentimenti  da giocoliere infanticida tra gli scaffali del reparto bimbi dei grandi magazzini nella pausa pranzo.
E alla fine ringraziare per non essersi sentite un mostro senza cuore, ma solo un essere umano col sorriso meno solo di una mamma che lotta sola.

mercoledì 25 gennaio 2012

gudmornin'vietnam

esterno antimeridiano - orario feriale cronicamente ritardato.
mrsHyste sta trascinando un asino morto dall'uscio di casa all'asilo.
tempo di percorrenza previsto : 17 minuti, salvo emergenze.
per emergenza si intende : intervista al felino senzatetto di vico Fragole, scupolosa analisi di inusuali rifiuti solidi urbani o articoli di abbigliamento piovuti a terra nella notte, con rispettiva disquisizione di ipotetica riprovevole o metereologica provenienza,  accidentale sopravvenienza di fame, sete o cacca.
il tutto prima del secondo caffè e della prima sigaretta.
zM : mami uat ui do oggi?
msH : mammy goes to work, darling, and you go to school! -
si insinua una traccia di perfido godimento nel pensiero, un soffocato abbozzo di gioiosa aspettativa di libertà e compagnia adulta.
chi abitualmente frequenta gli umani in età da scuola materna è cosciente che le indagini verbali di questi non sono mai fine a se stesse, i piccoli mostri non si sono ancora piegati all'ipocrita cortesia della conversazione tout court.
l'esercizio della coerenza e del gioco d'anticipo è forse una delle mie costanti attività genitoriali più faticose.
e per quanto allenata resto vulnerabile all'evidenza che il prezzo dell'integrazione sociale è la soppressione sistematica del primitivo slancio polemico che alberga nel mio coinquilino rigurgitante di genio e candido egocentrismo.
certe mattine però ti girano i coglioni ad allevare un sindacalista radicale.

zM : school? wai we go school? non voglio go school! wai we go school?
msH : because you have to, sweetheart. - mi sconsiglio vivamente di aggiungere argomenti che supportino la necessità contingente, sono una collaudata perdita di tempo.
lo sgomento genera un agonizzante tentativo di orgogliosa contestazione.
zM : ma io andato già yesteddai! eh!!

sospiro, msHyde: 0 - zeMonsta: 1
il sollievo dell'approssimarsi del portone dell'asilo annuncia la fine del primo round oggi.


 ps - per le mamme genovesi del centro esiste un numero per segnalare la presenza di siringhe usate, e farle rimuovere da personale attrezzato, ed è lo 010 2541113 -

martedì 17 gennaio 2012

ri-considerazioni

zeMonsta si sveglia di ottimo umore ultimamente. (+3 giorni)
si materializza trottando sullo scendiletto, sgretolando ambizioni di pigrizie da terzo snooze.
“mami! posso avere a licclecuddle, eh?”
Si intrufola sotto il piumino e ti frattura uno zigomo, ti aggancia con un dito accidentale il naso e con le zampe gelide ti accerchia la schiena.
Per non illudersi che questo possa durare altri 12 anni, mrsHyde alla sera si rilegge Salinger.
Si vendica censurando a sberle la sveglia,  sospirando solleva un sopracciglio e tra sè conviene: “It's funny.  All you have to do is say something nobody understands and they'll do practically anything you want them to.”  ~ The Catcher in the Rye
"anyone ready for breakfast yet, kiddo'?"