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mercoledì 4 aprile 2012

buongiorno again

antimeridiano domestico - mezz'etto di magnesio, quattro barrette kinder trafugate e un moment in più rispetto alle 24hr precedenti.
msH sta spostando la M di aprile un paio di righe più in alto sul calendario, elucubrando calcoli infinitesimali e logaritmi ormonali sulla pagina di maggio - e intanto con la matita sposta la leva del bollitore, tacitando deliberatamente il fastidioso sibilo dell'idrico orgasmo.
zeM si materializza pigiamato con la faccia degli armistizi, reduce da un'altra notte da maratoneta del corridoio.
msH : hello there, man - slept well?
zeM conosce bene la trappola del sarcasmo materno.
glissa.
zeM : mami, quando viene Easter?
msH : Easter is on sunday, boy, not tomorrow, not the day after, the next one - are you going to have some breakfast?
zeM : ehyes. in a cup.
si arrampica al tavolo, grattandosi un pò la crapa.
msH scalda il latte scandagliando mentalmente la casa e la memoria inorridita, identificando tre possibili siti di stoccaggio dello shampoo antipidocchi da tenere a portata di mano.
zeM : dopo Easter viene mio papà.
msH : easier after, than before.
zeM : e poi mi porta alla montagna.
msH : maybe - would you like a biscuit?
zeM : ehyes.
msH si sente prudere la testa, ovunque.
zeM : mami? perchè io don't live con papà?
msH : because you live with me, here, by the seaside.
zeM : e perchè papà don't live con noi?
msH : your dad doesn't live with us because he's a ski instructor, no way he could find a job here. he tried, when you were a baby, but in the end it didn't make him happy, and neither were i, so he went back to his mountains, and you and i stayed here by the sea.
zeM : dopo Easter mio papà viene a prendermi e porta me alla montagna.
msH : i think you should ask him as well.
zeM : ma io voglio go live alla montagna. con mio papà.
msH : ah sì? that's nice - i want to live with Johnny Depp.
zeM : chi è giommitep?
msH : he's a famous pirate - you can go on and live with your dad, freeze your backside blue and strike scientific conversations with 50 woollybacks who know everything about you but won't tell you anything about themselves, if you want. i'd rather sail to the caribbean with a handsome pirate.
ask your dad next time you see him, i'll be happy to help you pack your bags, man - your milk is getting cold, sweetie.
zeM  : ok.
msH ha deciso che nella sua prossima vita studierà chimica e scoverà il rimedio alla sindrome premestruale, lo commercializzerà a un prezzo equo e coi ricavi milionari aprirà asili per le mamme single aperti 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, con personale formato a disposizione domiciliare per i bimbi che si ammalano il giorno che hai una riunione importante, una scadenza  inderogabile, l'influenza, un compleanno dell'amica che ormai senti solo al telefono, un bisogno di un'ora per te.

martedì 3 aprile 2012

buongiorno

antimeridiano domestico ancora in penombra - gioia di vivere di un crotalo a gennaio.
zeM  : mami?
msH : hello baby, good morning.
zeM : mami, perchè io don't live with papà?
un metro e 5 cm di disordine aspettano una risposta con una mano sul fianco.
msH punta lo sguardo al calendario.
meno due giorni alla grande M di aprile.
raddoppia la dose di magnesio, versa entrambe le buste in mezzo bicchiere d'acqua, rimesta lentamente contenuto e pensieri.
msH : because you live here, with me.
zeM : ma io voglio stare con papà.
evviva.
forse ha finalmente imparato l'italiano il giovanotto.
msH : darling, you can't go and live with your dad at the moment. maybe when you're a bit older you can ask him, and if he says yes you can go and live in the mountains.
zeM : why no adesso?
msH : because your father would not manage to look after you now, he is too busy, he has to work hard.
msH in apnea ingoia il magnesio, e altre tre o quattro cose che le andrebbe di sputare.
zeM : ma perchè papà deve work hard?
msH : honey, we all work hard, when you'll grow up you'll understand. here's your milk. wanna watch some cartoons?
zeM : ok.
msH aveva sperato di cavarsela ancora qualche anno, evidentemente il ripristino della disciplina post-vacanzifera ha accelerato il processo.
dovrà aspettare qualche giorno prima di prendere a pugni quattro uova di cioccolato.
dovrebbe smettere di raccontarsi che le basta dare il suo amore di genitore, dovrebbe iniziare a darne a se stessa il doppio, proprio perchè è una.

domenica 1 aprile 2012

imminente normalità

due giorni dopo il festino per il 40mo congiunto della Ines e di altra giovane belladonna,  msH sta ancora discutendo coi postumi di un trio di dj che le han fatto ricordare da quanto tempo non mette il naso in palestra. la determinazione con cui ormai si difende dalle lusinghe del bicchiere in mano, vecchio compagno inseparabile di cui si è persa l'abitudine, con grande sollievo epatico,  non si applica al richiamo delle danze.
le conseguenze si sono fatte sentire: una specie di cugina castana di Clara, reduce dai trattamenti del vecchio dell alpe si trascinava ieri per le sue faccende, a metà tra la contentezza di riuscire a farcela senza sedia a rotelle e la fatica di scansare greggi di miti passanti, in cuor suo quasi grata al pensiero che zM sarebbe presto tornato a ristabilire orari e attività più diurne.
sono volate due settimane, le settantadue righe della lista mentale delle cose da fare si è ridotta forse solo di un terzo.
msH sospira soddisfatta, per tutto il tempo che si è permessa il lusso di perdere.
imparare a perdonarsi non ha prezzo, me l'ha insegnato la convivenza col mio piccolo coinquilino, a forza di perdere contro irrealizzabili tabelle di marcia e la inaffidabile programmazione dei cartoni.
forse che dopo i quaranta si smette di invecchiare e si comincia a crescere?

lunedì 19 marzo 2012

the dark side of the mom

Esterno tardo antimeridiano prefestivo quasi famelico, un eterogeneo trio in attesa che scatti il verde.
Sperando intanto che non saltino i nervi di msH.
Rocco - setter ottuagenario (15enne martedì che viene) in affido causa vacanza culturale dei nonni,  guinzagliato al polso sinistro tenta  d’inseguire i profumi di una primavera a forma di chiappa di jackrussel, trascinandosi appresso nel satiro balzo msH, la spesa e zeM.
zeM – ammanettato a destra, seccato dalle prostatiche necessità del transitorio coinquilino che gli precludono gli abituali privilegi ha manifestato tutta la mattina con pervicaci gnaulìi la frustrazione della sua natura di piccolo consumista.
msH - si dimentica l’aplomb albionico quando le girano: “boy i've had enough - you hear me? Bastaaaa. Mi hai stufato: arriviamo a casa e tu fili in camera tua. Voglio dimenticarmi di te per almeno mezz’ora. Capito?”
Sei occhi scandalizzati si voltano nello stesso istante.  Duececentocinquantatre anni in totale.
Tre gradazioni di turchinetto e commiserazione per il povero angioletto rimproverato.
Una però sfoggia pure una prontezza adolescenziale nell’estrarre con sorriso saccente e sventolare davanti al naso della perfida genitrice un volantino della torre di guardia.
Un sibilo ricomposto di diniego ringranziante.
Scatta il verde.
msH guadagna l’altra sponda con il suo carico di vittime più o meno pelose e malumore.
Ci sono giorni nel calendario perpetuo delle mamme che vorresti salire in cima ad un monte e urlare finché non ti spariscono le rughe e la pelle a buccia d’arancia.
Sono i giorni in cui fai i conti con la parte di te che non ti hanno insegnato ad accettare quando giocavi con le bambole, perché non è buona, non è bella, non è educata, non è rassicurante. Non è la mamma che si vede in tv.  È la parte più oscura della maternità, spaventa, disturba. Ed è quella che si preferisce fingere che non esiste. Eppure c’è.
Negarla ingrassa un insano senso di colpa e inadeguatezza, cementando un solido muro di rifiuto nei confronti dei piccoli artificieri. 
A volte si limita semplicemente a chiederti  chi te l’ha fatto fare?
Ma quando morde più cattiva quella parte sogna di spaccare tutto e scappare, scappare per non odiare quel bimbo così fragile, eppure così tiranno. Ignaro innesco di una dolorosa claustrofobia.
Fa parte di quel processo di crescita, quando passiamo da un adulto indipendente a uno schiavo dal futuro incerto e la scarsa igiene.  Serve a capire meglio i nostri genitori, e a capire meglio noi stessi.
Ho ascoltato altre mamme sole, con lo spavento negli occhi, confessare sentimenti  da giocoliere infanticida tra gli scaffali del reparto bimbi dei grandi magazzini nella pausa pranzo.
E alla fine ringraziare per non essersi sentite un mostro senza cuore, ma solo un essere umano col sorriso meno solo di una mamma che lotta sola.

venerdì 24 febbraio 2012

tramezzino educativo

Tempo fa  Katsuwonus Pelamis , un giovane squamoso di belle speranze ma duro d’orecchi, se la nuotava spensierato dalle parti dell’oceano Indiano, zone FAO nn. 51 e 57 (o dell’oceano Pacifico, zona FAO n.87), in cerca di qualcosa da fare sul fondo invece di dar retta a sua mamma.
Incappò in una rete a sciabica, e finì confezionato in atmosfera protettiva con tracce di crostacei e soia, tra due fette di pane alcolizzato, olio vegetale, uova, aceto di vino, succo di limone, sale, zucchero, senape, gomma di xantano e sorbato di potassio a lordare entro e non oltre il 22.03.2012 giacca, sciarpa e una gamba del  jeans di una famelica femmina umana con l’altra  mano sul volante in attesa del verde e un vocabolario da scaricatore, ulteriormente peggiorato dalle informazioni sul valore energetico.
Quindi ora tu fai come ti dico, non ti muovere e aspettami qui.  

lunedì 20 febbraio 2012

baratti

mrsH beneficia della compagnia di 4 ragazzi tra i 26 e i 40 anni come colleghi d'ufficio.
l'innegabile privilegio di poter studiare la linearità del linguaggio e il funzionamento del cervello maschile si unisce alla comodità di non dover dedicare troppa fantasia mattutina alla competizione su frivolezze estetiche e delicatezza per la suscettibilità mensile che la compagnia femminile in ambienti di lavoro inevitabilmente comporta.
questa mattina metà della refurtiva dolciaria trafugata nelle ultime 48 ore tra pentolacce e festini vari è stata equamente elargita ai giovanotti per far fronte al lunedì.
in ritorno mrsH si è vista posare sulla scivania un bacio perugina, misura grande.
mrsH ha da tempo smesso di combattere i sensi di colpa per il cioccolato, abbandonandosi alla gratificante somministrazione quando occorre.
non si domanda troppo come sia arrivato e manco cosa vada a compensare.
masticandolo però si domanda per quale nocciolato motivo le tocchino prese per i fondelli mediorientali che zufolano :  "l'amore non dà altro che se stesso e non prende niente se non da sè"

mercoledì 1 febbraio 2012

postumi e deliri

zeMonsta è caduto eroicamente.
No, non l’ho spinto io.
Alcuni popolari virus che ha conosciuto all’asilo l’han inseguito fino in casa: gl’hanno tappato il naso, gli han spremuto lo stomaco (e pure più giù), l’han schiaffeggiato di tosse, fatto limonare duro coll’aerosol.
Dalla lotta che ne è seguita hanno avuto la peggio le mie notti a recar catini, la mia vita sociale da monatto e il mio budget babysitter.
Ma ne escono malaccio pure il tappeto che sfoggia un nuovo tatuaggio color pesto vomitato, la tv lobotomizzata dalla maratona di cartoni incluse le repliche e la lavatrice che dopo gli straordinari non retribuiti  del  fine settimana è rivolta al patronato Indesit.
Sicchè al momento il convalescente sta spassandosi una dueggiorni da dittatore sudamericano espatriato presso i nonni.
Nonni che peraltro vantano anch’essi un fulgido passato di genitori da mestolanza di legno spezzata sulle reni filiali, poi insabbiato da una sopraggiunta conciliante senilità e soppiantato dalle palette di design in resina,  o dal telefono azzurro.

Riappropriarsi a sorpresa della casa per la quale stai pagando un mutuo ventennale per assicurare un tetto al cagionevole graffitaro parcourista che te l’ha espropriata è come finire in una dimensione parallela. L’occhio registra le abituali immagini di devastazione domestica, ma l’esaltazione neuronale del contenuto della tua teca cranica improvvisamente alleviato dal multitasking quotidiano  inibisce la trasmissione di comandi agli arti.
Sei pietrificata dalla felicità.
Sei così felice che non sai cosa fare prima.
L’inventario dei sogni di dissoluta depravazione che hai covato dai tempi della cresima ti scorre davanti a velocità inafferrabile.
Ma siccome le fortunate occasioni di libertà cadono con perversa puntualità in giornate tipo il martedì, e fuori nevica - a Genova può capitare che nevichi al massimo tre volte durante un inverno – quando finalmente trovi il tasto pause per il film che ti sei fatto in testa, la scelta si riduce a “serata relax in casa”.  
Opzioni:
A – farsi un ape: potresti stapparti una birra avanzata da capodanno, ma è calda.
B -  ordinare una pizza d’istinto egoista, del gusto che ti va, da non condividere con nessuno: ma il ragazzo delle consegne ce le avrà le ciaspole?
C - rivedere il tuo film preferito: il dvd è ancora imballato dal trasloco, forse è nel soppalco, la scala invece è nel ripostiglio, tumulata dietro all’asse da stiro e lo stendibiancheria. Se dovessi cadere dalle scale e perdere i sensi fino all’indomani chi mi cercherebbe? Tre tacche di batteria. E se mi spacco una gamba? Ho la canotta scoordinata. Il progetto  viene messo momentaneamente in quarantena.
D - sparire nella vasca fumante per 75 minuti con il totale monte sali da bagno ricevuti in regalo nell’arco di  tre traslochi di case con doccia.

MrsH fissa il vuoto con un’aria branzinata  intanto che l’impulso elettrico generato nel cranio sposti il piede destro dal non meglio definito oggetto che ne spunta da sotto.
Uh.
Eccheèh?
Un gormito dei fiumi.
Mmh. Dov’è andata la scatola dei gormiti?
Ah, là.
MrsHyde riprende il moto di default,  in mamy-mode.
Al dodicesimo nevrotico giro di ricognizione, non del tutto convinta della ricomposta normalità post-bellica, sospira, guarda l’ora.
E forse forse.
Forse un po’ le manca.
Poco, però.
Sbadiglia e se ne va a letto.
Che intanto domani l’aspetta una feroce emicrania da overdose di psicotropa libertà...

martedì 31 gennaio 2012

priorità

siamo stati terremotati giorni fa.
mrsH ancora non si capacita: nel momento della inopportuna molestia tellurica alla rara quiete pomeridiana il primo pensiero è stato per il blackberry lontano, in carica nella stanza accanto.
poi il mutuo residuo.
infine zeMonsta, placidamente sverso e russante sul divano rapito dai virus.

domenica 29 gennaio 2012

pigs (and toys) might fly

Interno – tardo orario antimeridiano festivo.
Mrs Hyde sta duellando con un senso di catastrofe imminente e il pigrissimo dosatore dello shampoo che accompagnano il sudato e puzzolente diritto di farsi una doccia ogni tanto, confidando nel doppio episodio di ben ten a tutela di fantascientifici venti minuti di privacy in bagno.
Nessuna porta interna si chiude a chiave qui. Per sette porte originali smurate durante i lavori di ristrutturazione spostate e rimontate non ci sono che 3 chiavi, nessuna delle quali gira nelle serrature. All’epoca sembrava un particolare trascurabile, anzi, quasi una garanzia di tranquillità. Non è chiaro a che punto della storia la tranquillità che il tuo cherubino spiumato non si sarebbe chiuso da solo da qualche parte si è trasformato nell’angosciante sensazione di non poter neanche espletare le tue fisiologiche necessità senza  le inquisizioni di Jacob Sprenger che mentre ti srotola la carta nuova nel bidè, arzigogola col chilly sull’asciugamano o rielabora con primitivi graffiti di antirughe parigino le piastrelle, ti estorce urla belluine, feroci minacce e sordidi compromessi.
Semplicemente succede che un giorno capisci che sei alla fase successiva, dopo l’inaspettato amore tardivo sbocciato per i lunedì mattina, ti accorgi di sentirti più al sicuro nei bagni della stazione che a casa tua. E la degenerazione delle tue abitudini include pure una mancia  al custode, ignaro che il grandioso gesto altro non è che il frutto di un diritto rivendicato per entrambi, di un lavoro onesto e una riservata dignità.
Purtroppo le necessità commerciali televisive hanno prostituito alle pubblicità anche i canali dedicati all’infanzia. Che in pratica si traduce in uno slittamento a data da definire delle procedure di depilazione, a scanso di conseguenze domestiche di ben peggiore portata, considerando la stagione e le frequentazioni non impellenti.
Il count down interno del genitore single irrompe sulla soglia durante lancio di non identificato oggetto scuro nello spazio aereo della mia camera da letto.
MrsH: Hey there man, what's goin'on? What was that flyin'about? How many times do i have to tell you not to throw things around? What was it? Where did it go?
zM : eh, yes mamy!  Ma .. ma... ma… ma… (Ogni tanto mi assale il dubbio che zeM covi una incipiente balbuzie e sprofondo in una voragine di sensi di inadeguatezza parentale per colpevole tirannia: per fortuna dura molto poco)… ma…ma... ‘twas the schifezzablob, in yoroom! Eh!
La “schifezza-blob” è una sostanza molliccia, un tempo chiamavasi slime, oggidì venduta in piccoli barattoli dall’edicola, in vari colori, a piccola cifra per la martellante bramosia dei bimbi e il disgusto degli adulti preposti all’eventuale raccolta (che solitamente NON sono coloro che perpetrano l’acquisto).
A noi fu donata.
Dalla bimba che zeMonsta considera la “sua bella”
In variazione cromatica: marrone.
Chiunque al suo posto si sarebbe fatto delle domande, scoraggiato.
ZeMonsta – fiero - lo considera uno tra i regali più belli ricevuti a natale.
Per mrsHyde l’articolo è una gioiosa maledizione.
Gioiosa perché infallibilmente in grado di distrarre il piccolo mostro, maledetta perché si appiccica sulle superfici tessili e macchia quelle porose.
E fino ad oggi era tutto lì.
Adesso sappiamo che la schifezza-blob ha anche la facoltà di smaterializzarsi.
L’abbiamo cercata ovunque. Sotto il mio letto, tra i cuscini, nel piumino, dietro i comodini e il termosifone, dentro la cabina armadi. Macchè. Niente. Nothing. Nada. Rien.
Pazienza, seccherà.
zeM s'è rassegnato verso l'ora dello yogurt, mrsH lo ha sadicamente catechizzato ad intervalli regolari sulla legge di causa-effetto.

però come si cambia: un tempo sarebbe stato più probabile veder volare un porco, piuttosto che mi trovassi uno stronzo in camera da letto senza essermi depilata…

mercoledì 14 dicembre 2011

ora solare


lunedì 31 ottobre
l' ora in più che scivola piano rincorre un sogno con la mano riempe il ronzio d'un rosa dentiera.
odore di femmina accompagna il caffè sorriso ebete dentro di me.